I FAVOLOSI ANNI 60

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Il «miracolo economico» Italiano . Nel periodo che va dal 1953 al 1963 un impetuoso e veloce sviluppo industriale trasformò in Italia il modo di vivere, le abitudini della popolazione, l’aspetto delle città e il paesaggio.
Si parlò allora di un «miracolo» perché nessuno aveva previsto uno sviluppo simile, nonostante le indubbie capacità di ripresa mostrate dall’economia italiana negli anni del dopoguerra.
Questa fase viene chiamata anche boom, termine inglese che indica appunto, nel linguaggio giornalistico, un momento di rapida espansione economica.
Nel 1950 la produzione industriale aveva superato, per la prima volta dopo la guerra, i livelli raggiunti nel 1938.
La ripresa era quindi confermata dai dati, ma l’Italia era ancora un Paese in cui l’agricoltura assorbiva il 44% degli occupati, l’industria il 29% ed il terziario il 27%.
Nel 1958 avvenne il sorpasso da parte dell’industria e già nel 1960 il terziario era il settore che contava la maggior percentuale degli occupati. È evidente, perciò, che nel giro di pochi anni l’Italia assunse la struttura delle società più avanzate.
Molteplici fattori furono alla base del «miracolo economico»:

– Una ampia disponibilità di manodopera: infatti era elevato sia il numero di disoccupati sia il numero di emigrati dal Sud che potevano essere assorbiti dall’ industria;
– I salari relativamente bassi, che perciò incidevano poco sul costo e un prodotto finito; –
– I prezzi bassi delle materie prime di cui l’Italia, basata su un’industria di trasformazione, aveva bisogno;
– L’adozione di tecniche avanzate «copiate»da altri Paesi che le avevano per primi elaborate e sperimentate, sostenendo quindi il costo della ricerca.
Occorre poi aggiungere la spinta data allo sviluppo dal desiderio di tante persone, appartenenti a tutti i livelli sociali, di raggiungere il benessere, lasciando alle spalle gli anni difficili e bui della guerra.

camping sulla spiaggia del mare, 1960

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